giovedì, 24 aprile 2008
Proposta: cominciamo a tenere il conto dei soldi rastrellati dalle nostre tasche per essere impiegati in finti prestiti al fine di far partecipare soggetti di specchiata fama agli innumerevoli banchetti che ci accompagneranno nel corso dei prossimi cinque anni, tutti a base di ricette rigorosomante aderenti alla filosofia del liberismo più sfrenato: + € 300.000.000,00...
p.s.: vuoi vedere che le prossime, immancabili cartolarizzazioni verranno fatte sugli stipendi di quanti ancora lavorano a tempo indeterminato?
p.p.s.: se per il momento non faremo la fine dell'Argentina è solo perché facciamo parte della CEE, ma ancora per quanto?
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martedì, 15 aprile 2008

Beh, prendiamone definitivamente atto:

come recita il titolo del noto film, siamo

"BRUTTI, SPORCHI E (soprattutto) CATTIVI"

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lunedì, 03 marzo 2008

Bushismi

"Io posso spingere quando c’è che deve essere spinto; posso stringere mani quando c’è che deve premere mani." frase pronunciata il 4/1/2008 da G.W. Bush sul suo contributo al processo di pace in Medio Oriente, Washington, Dc

Questa, signori, è la Diplomazia...

p.s.: mancano 323 giorni all'alba

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mercoledì, 27 febbraio 2008

Nella valle di Elah, nonostante l’apparente duro impianto scenico, è l’ennesimo piagnucoloso film sui “bravi ragazzi” che vanno in guerra ad esportare democrazia in quegli accidenti di paesi retrogradi che proprio non ne vogliono sapere di accettare/comprendere la grande missione civilizzatrice del nobile Paese.

E così, come già nel Vietnam, i ragazzotti vengono stritolati/subornati dall’ideologia guerresca tanto nel paese occupato - nel quale perpetrano mille abiezioni e nefandezze, un po’ per paura indotta dall’addestramento/indottrinamento, un po’ per noia quasi fossero alle prese con un qualsiasi video-game – quanto nel paese natio, al loro ritorno, dove affogano cani nella vasca da bagno, scannano mogli, accoltellano commilitoni alla fine di bevute infinite lasciandone i corpi ai margini del deserto, e raccontando il tutto con l’aria serafica del serial killer che proprio non vede dove sia il problema.

Ma il problema c’è, ed è enorme, ma nel film non viene affrontato: c’è solo il dolore dei genitori messi davanti all’ennesimo figlio morto in guerra.

Già, la guerra… è uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo.

Punto.

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venerdì, 22 febbraio 2008
Bushismi

"Sono il gran maestro delle poche speranze"  frase pronunciata il 4/6/2003 da G.W. Bush a bordo dell' Air force one

Iracheni e afghani se ne sono accorti da tempo...
p.s.: mancano 333 giorni all'alba
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mercoledì, 20 febbraio 2008
Intanto, però, godetevi un nuovo Bushismo:

"Le nostre importazioni vengono sempre di più dall'estero" frase pronunciata il 25/9/2000 da G.W. Bush a Beaverton, Oregon

Ma và?!?

p.s.: mancano 335 giorni all'alba...
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mercoledì, 20 febbraio 2008

Non so che fare.
Questi ultimi mesi di silenzio sono stati la conseguenza di una mia personale “saturazione da geremiadi”.
Mi spiego meglio: scrivere e leggere delle contingenze/emergenze politiche e sociali italiane ed estere - qualche volta in modo “leggero”, talaltra incazzata nera - ha finito per farmi sentire come quei vecchietti biliosi che salgono sul tram o fanno la fila alla posta lamentandosi sempre e comunque che “piove! governo ladro” anche se fuori c’è il sole…
E anche quando mi germogliava un abbozzo di opinione su uno specifico fatto averne già letto da qualche altra parte mi portava a considerare assolutamente inutile riprendere lo stesso argomento, le variazioni sul tema essendo oggetto difficilissimo da trattare se non si è dei geni alla Bach.
E allora ho smesso anche di andare a commentare i blog amici perché non me la sentivo di affrontare repliche circostanziate, e le due parolette in fila messe lì tanto per testimoniare il mio passaggio mi sembravano un atteggiamento bambinesco.
La voglia di riprendere in mano il blog c’è ma non ho ancora deciso cosa farne: un posto dove  parlare di letteratura, cinema, ecc. e alla malora tutto il vomitevole quotidiano, o continuare come prima…
Ci sto ancora pensando.
Intanto, però, rieccomi.

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venerdì, 02 novembre 2007
La scommessa kilombo (e annessa associazione) sarebbe stata un’ottima opportunità di provare ad inventare un soggetto sociale e politico alternativo, con tutte le incognite che l’essere alternativo alle attuali forme partitiche comporta e con criteri selettivi - per l’individuazione dei compagni di viaggio necessari alla ricerca - ben più rigorosi che gli attuali, ché l’ecumenismo è la tomba del “fare” politico e di "dialogo" ce n'è anche troppo in giro e in Kilombo è bollito.
Ma la mancanza di un vero scopo e la fumosità degli intenti ha fatto sì che non si riuscisse mai ad andare più in là dell'essere "vetrina" di blog: ne prendo atto e mi dichiaro fuori dall'augusto consesso.

Buon divertimento a chi rimane.

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venerdì, 28 settembre 2007
Bushismi
"Ho sentito qualcuno che chiedeva "Dov'è Mandela?" Ebbene, Mandela è morto. Perché Saddam ha ucciso tutti i Mandela"
  frase pronunciata il 20/9/2007 da G.W. Bush a proposito dell'ex presidente del Sudafrica Nelson Mandela - che è vivo e vegeto - a Washington, Dc.
E' pure iettatore: quando non riesce ad ammazzarli con qualche tipo di "ordigno di fine di mondo" gliela tira di brutto...
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mercoledì, 26 settembre 2007
A proposito dei “famigerati” cartelloni con le foto della ragazza anoressica…

La tipa è indubbiamente “secca” ma le foto glamour camuffano quanto orrido possa essere un corpo scheletrito dalla fame…
E quegli occhi sgranati in realtà sono una finzione scenica – è inevitabile che gli occhi balzino fuori enormi da un viso scavato, ridotto letteralmente all’osso! - ché ben diverso è lo sguardo allucinato (o spento) di chi soffre per fame e per fame sta morendo…
Tanto è vero che nell’intervista mandata in onda da un tg la tipa - ineccepibilmente abbigliata con un vestitino firmato – ha tenuto a sottolineare quanto le piacerebbe recitare…
Ché, per carità, sicuramente ha grossi problemi psicologici ed esistenziali chi arriva a pesare 25 kg, ma sembra strano che la tipa nonostante abbia “visto la luce” (nell’intervista ha dichiarato che si è resa conto di “quanto è bella la vita”, “che è “un dono da non sprecare”, “bla bla bla”…) non sia riuscita a mettersi addosso qualche grammo di “sana” ciccia…
Perché l’impressione complessiva è che la tipa, lungi dall’aver risolto i problemi che l’hanno ridotta in quello stato, sia entrata in una fase di autocompiacimento tale per cui le ragazze sulla sua stesa china potrebbero essere indotte a credere di avere un motivo in più a perseverare nel loro comportamento maniacale…
E che nonostante le intenzioni di “denuncia” dell’ottimo Toscani (e Livia Turco a rimorchio…) una siffatta campagna pubblicitaria, proprio perché pubblicitaria, produrrà un impatto sul famoso “target” pari a quello delle scritte “il fumo provoca cancro” sui pacchetti di sigarette…

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lunedì, 17 settembre 2007
Ho avuto una settimana un po' movimentata in ufficio perciò vi ho leggiucchiato qui e là e non sempre mi è stato possibile lasciarvi traccia del passaggio (della serie "ecchissenefrega"...) e la lettura dei giornali mi ha sollecitato alcune considerazioni ancora in fase di elaborazione (della serie "ecchissenefrega 2"...) e allora vi lascio in compagnia di un corsivo di Alessandro Robecchi: hai visto mai dovesse arrivare il pacco anche a voi...
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venerdì, 07 settembre 2007
Bushismi
"Non posso guardare negli occhi la madre e il padre di una truppa e dire: sto mandando vostro figlio a combattere, ma non credo che raggiungeremo il nostro obiettivo"  frase pronunciata il 12/7/2007 da G.W. Bush a Washington, Dc

Fossi nei caporioni, ooops, responsabili del futuro? nascituro? già nato? già morto prima di nascere? PD lo recluterei d'ufficio, tanto Amato ha già detto che si ritirerà dalla politica attiva...
p.s.: la madre e il padre di una truppa ?!?
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giovedì, 06 settembre 2007

Eh eh eh, come dirlo meglio?
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mercoledì, 05 settembre 2007
Sto leggendo Manituana di WuMing, in cinese "senza nome", pseudonimo collettivo di cinque  scrittori già conosciuti come Luther Blisset - guardate quick - col quale avevano pubblicato il favoloso Q, romanzo ambientato nell'Europa centrale del XVI secolo che parla della riforma luterana, delle sollevazioni contadine represse nel sangue e dell'avvento della controriforma: epico!
In questo, invece, raccontano la guerra di indipendenza americana (1775-1779) con gli occhi dei pellerossa e con una scrittura potentemente evocativa e struggente di infiniti film e telefilm visti al cinema e in televisione ma rigorosamente documentata, come sempre nei loro romanzi.
Mi riprometto di parlarne a lettura conclusa, intanto se volete fare un giro multimediale andate quick

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martedì, 04 settembre 2007

E’ notizia di questi giorni che nell’odierna Argentina, quella con un tasso di crescita al 50%, la stessa che liberatasi dell’innominabile (letteralmente: provate a chiederlo ad un qualsiasi argentino…) Carlos Menem è riuscita a riprendersi economicamente col poco rimasto dopo le sue forsennate e criminali svendite del patrimonio nazionale operate negli anni novanta e  continua a battere ogni record di produzione alimentare, non solo ha un tasso di malnutrizione infantile pari al 20%,  ma lascia morire di inedia le popolazioni indie tuttora presenti nel proprio territorio, tanto che Eduardo R. Molino a fine agosto ha presentato una causa alla Corte Suprema contro gli stati e le province argentine per “sterminio delle comunità”.
Questo perché la
produzione cerealicola argentina, anzi mondiale, è determinata dalle richieste alimentari dell’ipertrofico primo mondo che ha problemi di obesità sempre più devastanti quando, invece, un minimo di consapevolezza sociale in più - quick, quick e quick - potrebbe essere l’inizio per risolvere il problema fame nel mondo.

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venerdì, 31 agosto 2007
Bushismi
"A più di due decenni di distanza, è difficile immaginare che la Rivoluzione americana potesse andare diversamente"  frase pronunciata il 4/7/2007 da G.W. Bush a Martinsburg, West Virginia

Decenni?!? Ma non era stata combattuta nella seconda metà del XVIII secolo? Del resto che si può pretendere da uno così...?
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giovedì, 30 agosto 2007
Faccio mia una lettera pubblicata sul manifesto di oggi.

"Cari giornalisti del manifesto (mi rivolgo in particolare a coloro che si occupano di economia), leggo, senza capire molto bene, delle preoccupazioni sull'andamento dei mercati in seguito alla crisi dei mutui subprime in USA. Non sono un'economista, e quindi cerco di ragionare secondo buon senso, e considero che:
1) gli USA (i cittadini statunitensi) sono quelli che consumano di più al mondo;
2) per i loro consumi si sono indebitati più di quanto ora riescano a pagare.
Bene, mi dico, ora si daranno una calmata: lasceranno a casa i Suv, spegneranno i condizionatori, faranno meno viaggi aerei, abiteranno in case più piccole e nell'insieme ridurranno i loro consumi, con beneficio di loro stessi e del resto dlel'umanità. Magari dovranno risparmiare anche sulle bombe e ammazzeranno meno gente... Magari!
Invece no: gli economisti e i banchieri di tutto il mondo si preoccupano assai e aumentano i tassi di sconto (o di interesse?), che non so bene cosa significhi, ma capisco che si tratta di una misura drastica messa in campo per permettere all'economia americana di resistere, cioè ai cittadini statunitensi di continuare a consumare le risorse del mondo.
Sicuramente c'è qualcosa di sbagliato nel mio ragionamento, perché non posso credere che tutti i cervelloni che guidano le economie del mondo stiano coscientemente alimentando la crisi climatica/energetica che incombe.
Qualcunoriesce a spiegarmi dove sbaglio?
Grazie, cari saluti. Monica Zoppè"


E soprattutto, qualcuno sa dirmi con i soldi "di chi" sono stati a suo tempo impinguati i fondi che ora le banche stanno utilizzando per stabilizzare le borse?

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mercoledì, 29 agosto 2007

Nido vuoto della Giménez Bartlett mi è sembrato decisamente inferiore ai precedenti.
Intanto per l’inconsistenza della trama - un’indagine nel mondo dell’immigrazione clandestina contrabbandata per indagine pedo-pornografica - e poi per l’insistenza smaccata sui problemi di coppia che, probabilmente, avrebbe dovuto convincere il lettore dell’inevitabilità all’happy-end finale ma che a me è risultata decisamente stucchevole.
Forse è inevitabile che nei romanzi “seriali” ci sia qualche storia che non funzioni fino in fondo - questo vale per Camilleri, Vázquez Montalbán, Simenon... - però ogni volta che accade lo sento come un tradimento personale: sarebbe bene che gli scrittori, o gli editor, fossero giudici più severi prima di dare alle stampe un manoscritto, ci risparmieremmo un bel po’ di paccottiglia.

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martedì, 28 agosto 2007

Antonio M. Costa, direttore esecutivo dell'Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC), ha presentato il rapporto mondiale sulla droga 2007 – sintesi in italiano quick e versione integrale quick - nel quale dichiara che, a fronte di una sostanziale stabilizzazione di consumo di oppiacei nel mondo e di un costante decremento delle coltivazioni andine, è drammaticamente aumentata la produzione di oppio in Afghanistan così come il consumo dei suoi derivati in Europa.

E’ interessante la proposta di inserire nella lista dei talebani e membri di Al Qaeda i maggiori trafficanti di droga collusi con il terrorismo perché apre affascinanti scenari di future possibili guerre scatenate dal “PAESE” “ESPORTATORE” “DELLA” “VERA” “DEMOCRAZIA” nei confronti di vediamo… Stati no… “Periferie-degradate Canaglie”: ve li immaginate i Marines che rastrellano Secondigliano o Acerra, oppure che pattugliano di notte l’Aspromonte?  Secondo voi chi avrebbe maggiori possibilità di vittoria?

E il buon Costa ha una brillante proposta anche per i consumatori che dovrebbero essere considerati malati da sottoporre a trattamenti terapeutici come quelli affetti da AIDS, diabete o TBC: insomma, qualsiasi cosa piuttosto che legalizzare la droga, unico vero mezzo per debellare il problema.

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lunedì, 27 agosto 2007

A proposito di film visti nelle arene estive: avete presente la storia della farfalla che batte le ali a Tokio e provoca un tornado in Texas? E’ più o meno quello che succede nel film Babel, solo che al posto della farfalla c’è un fucile da caccia che unisce l’esistenza di persone sparse per il globo e delle quali seguiamo il precipitare delle vicende in un arco temporale di un paio di giorni circa.
Il film offre lo spunto per molteplici riflessioni.
La difficoltà del crescere nell’opulento primo mondo, dove troviamo un’adolescente giapponese sordomuta così drammaticamente carente di affetto “familiare” da credere di poterlo rimpiazzare col sesso o forse, chissà, col suicidio; o delle difficoltà “estreme” che offre il derelitto, faticoso, squallido ultimo mondo dove seguiamo, fino alla tragedia finale, un paio di ragazzini marocchini che invece di andare a scuola fanno la guardia al gregge di capre di famiglia per la protezione del quale, dagli sciacalli che imperversano nel deserto, il padre ha comprato e affidato loro un fucile con la raccomandazione di farne fuori almeno tre entro la fine della giornata.
O la superficialità degli opulenti occidentali per i quali il resto del mondo non è che un grande villaggio turistico da usare per rilassarsi in battute di caccia grossa o per cercare di rivitalizzare un matrimonio asfittico; un resto del mondo da guardare al massimo attraverso un finestrino di pullman temendo qualsiasi contatto diretto con le popolazioni locali.
O la ottusa brutalità delle forze di polizia nei confronti dei deboli, unico prodotto antropologico veramente trasversale e omologato che l’uomo è finora riuscito a sintetizzare dalle proprie esperienze sociali (e che va a braccetto con l’altra grande invenzione: il “mercato”).
Un film che si guarda come un thriller, con attori eccellenti e un regista, Alejandro Gonzáles Iñárritu, meritatamente premiato al festival di Cannes dello scorso anno.

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