Cerco di spiegare perché guardo con un po’ di ottimismo la vittoria di Obama.
E’ indubbio che il partito democratico americano non sia un partito di sinistra, ma solo un po’ meno conservatore del partito repubblicano, ed è indubbio che entrambi siano assoggettati alle lobby che influenzano fortemente il lavoro legislativo del congresso.
E’ anche indubbio che la politica imperialista americana non è mai stata messa in discussione da nessuna delle due parti in gioco; qualche differenza tra i due schieramenti la si riscontra solo nella politica interna: assolutamente contrari a qualsiasi politica sociale i repubblicani (derivante dallo stravolgimento ed esasperazione dell’etica protestante che ha caratterizzato e permeato il colonialismo dei pionieri americani dallo sbarco della Mayflower in poi), un po’ più attenti alle dinamiche sociali e consapevoli del ruolo dello stato i democratici.
Detto questo cosa, secondo me, potrebbe cambiare a nostro favore dall’avvento dei democratici alla Casa Bianca, e come maggioranza al congresso? Beh, per esempio un ripensamento anche minimo delle strategie colonialiste USA conseguenti alla crisi economica che imperversa, potrebbe comportare una riduzione delle spese militari a favore di investimenti economici nel sociale (lavoro, scuola, sanità, ecc.), e ciò significherebbe, alla lunga, minori pressioni sugli stati-satelliti (leggi Italia) circa il loro coinvolgimento in presidi militari nei teatri di guerra che si manifesterebbe in una minor richiesta di fattivo coinvolgimento del nostro esercito, con una positiva ricaduta anche nella propaganda di regime che oggi, mercé l’asservimento dei media alle direttive di governo, imperversa e straborda per ogni dove e giustifica, nel silenzio di quanto non sia bieca demagogia, l’incessante aumento (quello sì!) dei nostrani stanziamenti militari.
Come diceva qualcuno “I have a dream!”…













